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Investite sui giovani

—articolo di Emanuela Ceccarini per il blog The Creative Conscience Awards

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Un paio d’anni fa avevo visto la video intervista di Jack Ma, fondatore e Amministratore Delegato di Alibaba: Good Advice For Young People & Entrepreneurs from CEO of Giant Company Alibaba https://www.youtube.com/watch?v=U2FwbeLHNfA.

Ma parla ad un pubblico di giovani futuri imprenditori spiegando cosa fare nell’arco di un’intera carriera per avere successo.
In sostanza dice: nei primi venti anni di essere un bravo studente; dai venti ai trenta di lavorare per una piccola azienda con un buon capo in grado di trasferire passione e visione; dai trenta ai quaranta di lavorare per se stessi; dai quaranta ai cinquanta di concentrarsi su ciò che si fa meglio; e dai cinquanta ai sessanta di lavorare per i giovani—perché sono più bravi—e di investire su di loro.

Il consiglio per gli ultra-cinquantenni mi aveva colpito perché avevo appena varcato la soglia ed avevo capito che il momento richiedeva da parte mia un cambiamento significativo di carriera.
Avevo deciso di lasciare la mia azienda di moda, avviata quando avevo venti anni, per iniziare qualcosa di nuovo ed evolutivo. L’impresa che avevo “inventato” ed alimentato come direttore creativo, mi aveva dato tutto quello di cui avevo sognato, ma purtroppo aveva smesso di evolvermi.
Ero certa di quello che non volevo più fare, ma non avevo chiarezza su quale nuova avventura intraprendere. Così ho iniziato un percorso di auto-analisi per trovare la mia nuova “missione”, domandandomi quali attività, quali ambienti e quali persone nella mia vita mi avevano resa felice e riuscivano sempre a mettermi nel “flusso” (quello stato di coscienza in cui si è completamente immersi in un'attività).
Quando ero bambina, da mia madre avevo imparato le tecniche artigianali dell’uncinetto, della maglia, del macramè, del ricamo ed altre ancora. Mi ero innamorata perdutamente di queste arti e negli anni a seguire le ho utilizzate in tutte le mie collezioni di abbigliamento e accessori.
Mi era piaciuto molto anche insegnarle alle mie dipendenti e alle mie stagiste di fashion design. Ancora oggi “mi perdo” nella serenità emotiva e nella gratificazione creativa che mi regala il "flusso" con cui queste tecniche mi rapiscono.

Attraverso l’analisi dei fattori comuni nelle mie risposte a queste domande ho scoperto che l’insegnamento e l’artigianato erano le passioni viscerali che avrebbero dato forma al mio futuro.
Questo mi ha portato nel giugno del 2016 ad attivare, nella mia casa di campagna, la Italian School of Fashion Crafts con il mio partner Omar Vulpinari.

Inizialmente non avevo visto nella scuola una finalità sociale specifica. Non ero una “craftivist” (attivista dell’artigianato), ma insegnare queste abilità a Rimini aveva spontaneamente assunto un carattere sociale importante. Rimini è la capitale balneare d’Italia, con un'economia basata sul turismo, ma purtroppo il settore era crollato dopo l’arrivo dei voli a basso costo, la crisi economica globale e l’inquinamento del mare Adriatico. Di conseguenza, la disoccupazione è aumentata e come risposta è emersa un’economia micro-imprenditoriale alternativa. È stato sorprendente costatare che in questo contesto, molti dei miei allievi erano giovani che volevano imparare a creare oggetti craft per venderli ad amici o direttamente nei mercati di artigianato locale e online.

Tornando al suggerimento di Jack Ma per gli over 50 di “investire nei giovani”, la mia esperienza mi ha portato a formulare una variante personale, più universale. Anziché suggerire solo agli imprenditori di investire solo nei giovani della propria azienda, suggerirei a tutti di “restituire alla comunità” insegnando a tutti quelli che ne hanno bisogno ciò che si sa fare meglio, senza dover aspettare di compiere mezzo secolo.

testo originale
https://www.creative-conscience.org.uk/good-student-find-g…/